domenica 22 gennaio 2012

Il quarto frammento

Hands over my head thinking what else could go wrong? 
Would've stayed in bed, how can a day be so long?


La prima volta fu tre o quattro anni fa, quando mi diressi alla Fortezza con un pezzo di carta ed una penna. Iniziai a descrivere ciò che ardeva dentro il mio cuore narrando quell'impulso costante che mi opprimeva il petto divenendo una parte di me. Consegnai quel frammento di anima alla persona che un tempo amavo e consideravo perfetta. Una luce verde si sprigionò nell'aria che venne risucchiata dal foglio di carta. 
Mi sentivo più potente. 
Avevo il fuoco nella mani...
Ero dio.

Never believed that things happen for a resin, 
but how this turned out, you moved all my doubts,


Ovviamente mi sbagliavo. Non appena consegnai la lettera accadde qualcosa.  Venne distrutta con un tale impeto che riuscì a sentirla! Il mio cuore iniziò a battere forte ed una strana sensazione mi avvolse totalmente. Credetti di morire poiché avvertì un dolore così forte che si ripercosse in tutto il corpo.
Mi ripromisi di non frammentare la mia anima ancora. Non volevo riprovare ancora quel dolore.

believe that for you I'll do it all over again
do it all over again...


Ho vissuto molto tempo lontano da tutto quello che poteva distruggermi e credetti che forse potevo condividere di nuovo altri frammenti del mio cuore. A distanza di pochi mesi frammentai per due volte la mia anima, staccandone pezzo pezzo e riponendoli nuovamente in due piccoli oggetti. 

All I went through, led me to you
so I'd do it all over again... 
For you..

Sebbene non siano stati ancora distrutti, sento la loro lontananza e questo mi brucia ancora... Ricordo ancora quando ho trasferito me stesso in quegli oggetti. Ma non importa. Uno dei due è ancora vivo... L'altro inizia pian piano a svanire. Ormai mi sto abituando a tale fardello.  Non posso sapere se, e quante volte  l'oggetto si trova nelle mani o meno della persona a cui l'ho consegnato dato che non posso controllare come se fossi un occhio onnipotente.  Ciò che ricordo con esattezza è quel bruciore della prima volta, che continua a ripetersi negli anni, frammento dopo frammento. Quando svanirà anche quello tornerà il tormento. Adesso sono seduto nella mia stanza ad osservare e pensare. Scrutare ciò che ho davanti i miei occhi. Vorrei essere lì in questo momento e vorrei guardarti negli occhi... entrare nella tua testa... entrare nel tuo cuore e leggere ogni verità celata e poterti baciare...
Perché  se ne valesse  la pena rischiare, io mi giocherei anche l'ultimo frammento di cuore...
Il quarto ed ultimo frammento...

sabato 31 dicembre 2011

La clessidra di pietra

I giorni strisciarono via uno dopo l'altro fino a raggiungere i lunghi pomeriggi crepuscolari. 
Ogni sera dovevo pur decidermi ad andare a letto. Scivolavo quasi sotto il tavolo per la stanchezza, ma appena mi coricavo nel silenzio e nell'oscurità, tornavo completamente sveglio e i pensieri mi piombavano addosso come uno sciame di calabroni. In fondo è terribilmente difficile essere obiettivi verso il passato, soprattutto se continuava a tartassarti dentro la mente; infatti ogni notte il soggettivismo prendeva il sopravvento. Fino a ieri. 
Accade una sera una cosa sconvolgente. 
Suonarono alla porta. Non c'era nessuno. Ai piedi dell'ingresso vi era appoggiato uno strano pacco marrone dalle dimensioni di un piccolo baule. Esitai qualche istante ma la curiosità sopraggiunse e lo poggiai nella mia stanza scartandolo con vigore.
Sembrava una clessidra. 
Era diversa. Non conteneva sabbia, ma tante minuscole pietrine gialle. La girai.
Improvvisamente le piccole sferette fluirono con regolarità dal bulbo superiore a quello inferiore in un tempo preciso ed ininterrotto. Dal piccolo foro che collegava i due bulbi di vetro iniziò ad uscire un'intensa luce verde che coprì tutta la mia stanza tanto da non distinguere più nulla. Riuscivo a sentire solo il costante rumore di pietre che sbattevano l'uno con l'altra. Successivamente iniziai ad intravedere qualcosa.
Stavo facendo l'esame di letteratura straniera? No... adesso vedevo il professore di Storia che mi parlava di Cristoforo Colombo. Ora invece mi trovavo sempre nella mia stanza con la febbre a letto. Un cinema. Un MacDonald. Un viaggio a Catania. Ecco sento il profumo dell'estate. Ah... Cosa riuscivo a vedere.  Tutto è così nitido che tento di afferrare la gran quantità di ombre verdi che mutavano immagine di secondo in secondo. Continuo a scorgere i miei spostamenti in questa città. Vedo tristezza in famiglia. Manca un componente. Un altro flash di luce e mi ritrovo in un aereo, in un bosco, in una terra straniera. Sento il tuo odore. Sento il tuo amore o ciò che appariva così mascherato e falso. Ecco che ci sono dei compleanni, dei matrimoni. Oddio la testa!  Inizia a far male. Prendo di botto la clessidra e poggio coricata affinché le pietre restino immobili nei loro rispettivi bulbi. Puff!
In quella realtà, l'antica magia s'era un poco incrinata, continuando a perdere a poco a poco il suo splendore. Mi sentivo la testa confusa ed iniziavo a vedere soltanto ciò che volevo vedere. Il resto era stato risucchiato dalla clessidra. Le pietrine del bulbo inferiore erano diventate verdi. Avevano assorbito tutto.
Il tempo è grande, e dispose ancora di spazio. Giro nuovamente la clessidra fin quando tutte le pietre diventaro verdi. Ero in paradiso! Mi sentivo vuoto! Avevo ucciso il tempo!
Osservai nuovamente quella clessidra. 
Era stata davvero benefica? Di nuovo. Ancora...
No... Era tutto sbagliato. Non riuscivo nemmeno a ricordare come fossi arrivato fin li.
Dovevo riprendere tutto. Presi la clessidra di pietra e la ruppì, sfracellandola sul suolo. 
Le pietre persero nuovamente colore e tutto il verde venne riassorbito dentro me.
Tutto era tornato. Ma sembrava diverso...
Non mi andava più di soffrire per il passato...
Anche perché se si chiama "passato" ci sarà un motivo...
Mi tengo molto più di quel che perdo.
Mi tengo certi brividi alla schiena, fermarli non ne val la pena
Mi tengo pure una ferita aperta, di aver ragione cosa me ne importa
Lascio andare vita tutto il resto, ma non il ricordo...
Ah...
Mi ero quasi dimenticato. Sento il rumore da fuori.
Sta scattando mezzanotte!
Manca poco al nuovo anno...

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