28.8.10

Spostamento unilaterale gravitazionale

E' difficile da descrivere. Sembra uno spostamento unilaterale gravitazionale. Svegliato dal riverbero del sole estivo si sentiva come un tossico che dispone di una scorta limitata... e vedeva approssimarsi il momento della resa dei conti. Quello dell'astinenza. Più stava accanto a quella fonte di energia e più sarebbe stata dura quando la roba avesse cominciato a scarseggiare. Tremò di nuovo. Aveva un freddo bestiale. Tutto intorno a lui era diverso, era vuoto... Mentre osservava quell'oggetto posto sulla scrivania i colori brillarono di un forte pazzesco e gli occhi iniziarono a bruciare. La bocca era piena di saliva, ed ingoiandola tornava subito su. Qualcosa mancava... non sentiva nessun odore, nessuna sensazione, niente... Poiché quando vede lei, all'improvviso non è più la terra che lo tiene attaccato a sé. E' lei. Diventi tutto ciò di cui ha bisogno che sia un protettore, un amante, un maestro, un amico, un fratello, un estraneo. Il tempo scorreva così lentamente eppure un intero anno poteva racchiudersi in un unico folle gesto. I giorni andavano a diminuire e già iniziava a sentire una lama nello stomaco che lacerava, lacerava, lacerava. Doveva iniziare a scordare? Doveva non cercar piú quella droga?