27.1.11

Flash forward

Nell'ora che precede l'alba Jack si svegliò da un lungo sonno profondo. Non riusciva a dormire, la paura di perderla lo avrebbe corroso sempre di più giorno dopo giorno. Uscì di casa presto, il suo aspetto era impeccabile. Accese lo stereo e subito una canzone che conosceva fin troppo bene lo colpì in pieno petto e poche semplici note bastarono per ferirlo tanto!
Attraversò la via che conduceva all'autostrada mentre la pioggia continuava scorreva veloce.

Rimase seduto al posto di guida, scivolando lentamente verso sud sulla superficie bagnata della Messina- Catania. Era solo. Non voleva sentire musica, né aveva qualcuno con cui parlare.
Si sentì invadere da una strana sensazione di disgregamento.
Un crollo emotivo che ogni tanto cercava di invadere da dentro.
Staccò il piede dall'acceleratore solo per qualche istante...
No! Non poteva! Doveva continuare a guidare...
Nella sua mente vorticavano tante di quelle immagini...
Ma tornavano a tormentarlo e a torturarlo senza mai comparire reali...  
Ed ecco che tornava la nebbia
Doveva telefonarle? Doveva avvertirla? Che cose gli avrebbe risposto?
Cosa accadrà? Che cosa potevo mai dirle? 
La riposta sarebbe stata fredda quanto un iceberg, abbastanza tagliente da squarciarlo di netto...
Non avrebbe mai più avuto alcuna risposta...
nient'altro che un niente...
Così continuò a guidare ed osservare la bellezza degli alberi, il mare mosso dalla tempesta e si vide in un flashforward in un futuro lucente. Radioso. Sereno. E gli tornò il sorriso...