2.6.11

Tree of Life...

In un unico cinema di Messina veniva proiettato questo unico film con un'unica sala dove tra l'altro la speranza media di vita dei presenti non superava i 10-15 anni. 
Ho detto troppe volte "unico"??? anyway...
Ancor prima di iniziare tanto per dare un pò di colore alla serata i geni del locale mettono un sottofondo musicale classico depressivo, che quella dietro di me stava quasi per piangere. 
Alla mia  sinistra c'era uno strano tizio che continuava a fissare i sedili e a muoversi come se fosse impostato in modalità rallentatore.
A destra, due donne  parlavano di cibi scadenti e di come superare la prova costume quest'anno...
Dopo 10 minuti di pubblicità strane (come guadagnare soldi rivendendo la propria pelliccia, gioielli gucci con veloci (?) sconti a basso prezzo ) inizia questo film.
E' bello.
Decisamente bello...
Ma per chi fosse depresso lo sconsiglio vivamente perché esce da quel cinema e si getta con una pietra intorno al collo da un ponte. 
Se il ponte non ci dovesse essere, prende un mezzo di trasporto, và nella città più vicina con un ponte e si lancia!
In sintesi la storia e':
- la madre è la "pezza" di 3/4 del cast;
- il figlio (A) ha strani problemi vocali e sembra essere uscito da un film horror;
- il figlio (B) assomiglia al pargolo della teteschia;
- il padre era esaurito e pazzo;
- il soundtrack molto probabilmente uscirà in CD con il titolo  "Sono depresso, mi taglio le vene"
- la frase più brutta e' stata "Dio ti prego uccidilo!"
- Ogni volta che la voce fuori schermo parlava e diceva "Padre" o "Madre" passava mezz'ora per il seguito della frase
Il film nel suo complesso non aveva senso... beh...
Cioè forse ce l'aveva, ma io non l'ho afferrato appieno!
Erano belli i panorami della natura, le scene in cui si passava da un cimitero ad un altro cimitero -.-
Anche perché da come l'ho capito io il finale e lo scopo di tutto il film e'...
-SPOILER-
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-SPOILER-
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...vivere la vita amando perché poi muori, quindi quanto vale passare la vita ad amare al posto di odiare.
E lo scopo della vita e' morire, andare in quella specie di spiaggia dove tutti erano a piedi nudi e ridevano senza alcun motivo apparente, o piangevano (?) mentre si faceva buio e non c'era neppure l'enel che riusciva ad attaccarti la luce facendo due semplici buchi sulla sabbia con le dita!


Adesso vi lascio nel vostro mondo, come disse quel bambino (A)...
(dai problemi seri di cui vi parlavo prima)
"Un giorno cadremo e verseremo lacrime, e perderemo tutto... ogni cosa cambia, nulla resta uguale"