20.8.11

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Da giorni continuo a rileggere quella scarna pagina di diario - consunto dall'uso e dalle intemperie del viaggio -  che acquistai in terra straniera, cercando di ricordare esattamente il momento in cui impressi per sempre le frasi  che scrissi con una di quelle penne nere di scarsa qualità che si possono acquistare in un qualsiasi tabacchino di paese.
Stava per tramontare.
Di questo sono sicuro.
Ricordo una luce fioca che tenta invano di illuminare la foresta che avevo alle mie spalle.
L'oscurità, invece,  si addentrava sempre di più, fin tanto che non riuscì neppure a vedere la piccola casa di legno che costruì il giorno precedente. Accesi la piccola lampadina della mia stanza e iniziai a scorrere le pagine già scritte.
Di solito cercavo di comporre delle brevi frasi in tedesco onde evitare imbarazzanti errori grammaticali, ma per quanto mi sforzassi di rendere semplice il testo, mi perdevo nei meandri infiniti della mia mente.
Era impossibile cercare di ridurre il tutto in così poche righe.
Avevo una gran voglia matta di andare in giro per il bosco e stare a contatto con la natura, ma ormai era troppo tardi ed avevo paura di riperdermi in quell'immensa macchia nera.
Il sole era scomparso. 
Non potevo uscire...
Dovetti attendere l'alba successiva prima di poter girovagare ancora nel più bel posto che io abbia mai visto; così decisi di prendere in mano il piccolo ipod verde ed iniziare ad ascoltare un po' di musica sperando di poter conciliare le note musicali alle parole che stavo per incidere per sempre il quel foglio di carta bianca. 

"Another summer day Has come and gone away In Paris and Rome But I wanna go home..." 

Non appena iniziò "Home" di Michael Buble scrissi le prime due parole...
"Ich dachte..." e proprio con la stessa rapidità di fiume che scorre in piena riuscì a finire la pagina prima che la canzone terminasse.
Ancora ho impressa nella mente quell'immagine...
Ricordo esattamente quel giorno...
poiché quello che scrissi...
fu magnifico...