3.9.11

Death is not the greatest lost in life

Death is not the greatest lost in life

Una luce inondava la cameretta quella mattina. 
Una luce colma di promesse...
Una luce che strappava ombre dure agli spigoli delle case. 
La brezza autunnale continuava a ritardare il suo tanto atteso arrivo mentre il sole già alto scaldava l'aria. 
Sarebbe stata un'altra giornata torrida.
"Potrebbe essere pericoloso fregarmi di nuovo perché se mi brucio un'altra volta ancora mostrerò al mondo cosa sia veramente il dolore, perché sono stato trattato come spazzatura già prima e non ho intenzione di ripetere l'esperienza ancora... e ancora... e ancora... Adesso stammi qui ad ascoltare!"
Si stirò, allungandosi sul letto. I suoi muscoli guizzarono sotto la pelle e contraendo avambracci e bicipiti si volse verso una parte e continuò a parlare.
"Ricordi quando restammo seduti qui, pochi mesi fa, a piangere su una delle tante foto che avevamo in mano? Non c'era nessuna cosa al mondo che potesse farmi calmare! Avevo solo una gran voglia matta di urlare a squarciagola e chiedere di riportarla indietro..."
Si sfiorò la testa per un secondo e guardò il soffitto.
"E tutti che continuavano a ripetere fottutamente che non esiste nulla di più brutto della morte! Cazzo! E' ovvio che fa un male atroce perdere una persona cara ma non si può far nulla per questo! No? Possediamo poteri di resurrezione? Siamo Alchimisti o abbiamo altri magici poteri e cazzataggini varie?? Non credo... In fondo la morte è naturale tanto quanto la vita! Solo che arriva improvvisamente e proprio per questo il mondo sembra crollare! Ma... non capisco perché si continui a vederla come la più grave di tutte le cose che possano mai accadere!"
Con pigri e calcolati movimenti si sfilò la canottiera bianca e i suoi vestiti, appallottolandoli ed usandoli da cuscino.
"Il tempo non è eterno. Lo sanno pure i bambini questo... Certo avrei potuto fare molte più cose se non sarebbe morta, avrei continuato ad averla accanto a me.  Ma nulla è per sempre. E in quell'arco di tempo in cui lei e' vissuta ho goduto pienamente di lei. E di questo sono felice".
Portava un anello con un'incisione. Per un attimo le lettere brillarono al sole della ridente cittadine. Alzò tremante la mano e allargò le dita.
"Ma esiste una perdita ancor più terribile della morte... Una di quelle che non è per nulla naturale!"
Guardò la madre con occhi lucidi.
"Vuoi sapere qual'è? .... Beh... Perdere una persona mentre è ancora in vita..."
"Perdere tutte le occasioni che il destino aveva lasciato per voi..."
"Avere tutte le possibilità per vederla, parlare, ridere, scherzare ma non far nulla..."
"Litigare con un qualsiasi essere vivente è la più grave in assoluto. La morte deve avvenire necessariamente. E' sempre stato così fin dall'inizio dei tempi e il ricordo resterà sempre nel cuore a riscaldare quel vuoto che tutti gli essere umani ahimè prima o poi proveranno o hanno già provato, ma..."
L'orologio segnava le 11 di mattina e il caldo iniziava a farsi sentire.
"ma... cosa potrai mai fare o dire se perderai una persona che non e' morta fisicamente? Basta semplicemente fare una chiamata per sentire la sua voce o spuntare sotto casa sua aspettando che esca di casa ... mentre.... adesso la vedi quella foto? Quella lassù in alto? Si... E' lei... E' la nonna! E lo senti questo grande sentimento d'amore che provo per lei? Riesci a sentirlo??? Viene da dentro... E resterà sempre così! Sempre... Non averla accanto a me non significa che non sia accanto a me... Mi voleva davvero bene. E tanto. Questo e' ciò che conta. Questo è ciò che resta..."
"Allora smettiamola di vedere la morte come qualcosa di così terribile..."
"Fà parte della vita e va affrontata... 
"Ricorda queste parole...
"Ricorda queste parole... 

Death is not the greatest lost in life