26.12.12

Crazy Dream

Questa nottata post "avvelenamento" natalizio mi ha regalato questo fantastico sogno, da premio Oscar.
Non ricordo esattamente in quale parte dell'America mi trovo, ma attualmente guido una macchina  nera. Viaggio con un'altra persona, di cui non rivelerò mai il nome per privacy e che la introdurrò nel testo con il nome "Tizia".

Nel tardo pomeriggio giungiamo in una grande metropoli  composta per il 70 % da bambini e ragazzi, l'ora è troppo tarda per proseguire il viaggio e così decidiamo di pernottare in un motel.
Ci addormentiamo in una camera molto piccola e la mattina seguente non appena mi sveglio e la Tizia non è più al mio fianco. Non riesco a trovarla in nessun posto e la proprietaria dell'hotel mi incita ad abbandonare la zona perché ormai "loro avevano agito" 

Decido allora di andare a cercarla per strada ma tutti mi guardano con volto di sdegno e mi incitano di andare via da quel luogo, così decido di avvicinarmi alla più grande struttura della metropoli: un'enorme grattacielo nero.

Da una delle finestre del grattacielo vedo  sporgere il volto della Tizia in lacrime e preso dalla rabbia inizio a correre verso la porta d'ingresso.
Entro dentro l'edificio e mi ritrovo in una sorta di mondo parallelo, un mondo in cui i bambini hanno un potere dittatoriale nei confronti delle persone più adulte, divenute schiave. 
Tutti avevano gli occhi giallognoli e dei lunghi abiti scarlatti.
"Esca fuori dalla nostra proprietà, non è stato scelto!" urlò uno dei piccoli dal ciuffetto biondo.
"Voglio la mia Tizia"
"Ormai lei fa parte della nostra famiglia, se ne vada!"
Io mi scaglio contro questo bambino cercando di ferirlo, ma il biondino con un piccolo gesto della mano mi blocca completamente tutto il corpo ed inizia a torturarmi!
"Portatelo nelle segrete"

Mi imprigionano in una sorta di fogna putrida e puzzolente. Non riesco nemmeno a respirare e sono circondato da moltissime persone che un tempo conoscevo e che ormai erano state imbruttite dalla lunga prigionia a tal punto da essere irriconoscibili anche a loro stesse.

Gli schiavi adulti sembrano non possedere più alcuna anima, dei robot, lobotomizzati che venivano nelle segrete a portarci dei pasti senza mostrare il minimo segno d'umanità.

Fortunatamente una vecchia conoscenza sembrava non essere sotto l'influsso di tale maleficio ed è giunto a salvarmi. Era uno schiavo molto robusto che aveva al collo uno strano amuleto azzurro e che mi liberò facendomi attraversare l'intero grattacielo da i condotti d'aria.
"Se sanno che ti ho liberato mi uccideranno!"
"Non lo sapranno mai, dov'è la Tizia?"
"Ormai è troppo tardi! L'hanno cambiata..."
"Nooooo!!! Dimmi dov'è?? Devo portarla in salvo!"
"Ci farai uccidere entrambi, scappa!!!"
"E tu resti qui?"
"Scappa!!"

Ignoro le sue parole e continuo a percorrere il condotto fino ad arrivare al piano in cui vidi la Tizia piangere. Esco dal condotto e la trovo intenta a pulire una stanza. Cerco di chiamarla ma non si volta, la trascino a me e non mi riconosce. Ritorno nel condotto con la Tizia ed esco dal grattacielo, dopo aver cercato un'ultima volta di convincere il mio vecchio amico a fuggire.

Corro con la Tizia verso una fattoria e mi nascondo a casa di una vecchietta che continua a ripetermi
"Lasciala qua! Vi troveranno! Lei ti tradirà"
"Lei non può tradirmi!!"
"Guardala!!! Non è più chi tu pensi sia... Vattene da questa città, da solo"

La mattina seguente cerco di parlare alla Tizia, ma non risponde.
Cerco la mia macchina ma non la trovo, così vado ad affittarne una, ma sul Bancomat avevo pochissimi soldi, così in un attimo di confusione la rubo e vado via dalla città con la Tizia.

Poi sono quasi certo di essere passato da New York e raggiunto un nuovo Stato. Non avevamo più benzina e andiamo nuovamente in un altro motel per dormire. Fino a quel momento la Tizia era rimasta immobile, ma una volta che ci corichiamo lei si avvicina ed inizia a baciarmi, a salirmi addosso. Inizia a mordermi, a stringermi forte e e dopo qualche tempo i suoi occhi iniziano a diventare gialli. Mi blocca con le sue mani e il suo volto immobile si trasforma in un ghigno malefico.
"Che stai facendo?? Ti prego lasciami..."
Lei non risponde, esce un pugnale e me lo conficca nel cuore. 
Tutto diventa buio e poi mi sveglio...

End...