21.12.13

The Dead Zone - I personaggi

Nel 1979 Stephen King pubblica il suo quinto romanzo, destinato a diventare un best-seller internazionale: La zona morta. Il libro è stato dedicato al figlio Owen che viene soprannominato dallo stesso autore “old bear”.  E’ il primo romanzo “politico” dello scrittore del Maine, e può essere considerato il precursore di 22/11/63. L'autore del Maine sembra sempre essersi chiesto: "posso  davvero cambiare il futuro?"
La zona morte è una storia angosciante, soprannaturale che presenta anche alcuni elementi romantici e d’azione.  Il testo è diviso in tre parti ed è preceduto da un prologo e da una breve nota dell’autore. La storia viene raccontata da un narratore onnisciente che sviluppa con un andamento lineare le vicende dei personaggi, anche se sono presenti alcune parti epistolari. Questo è il primo libro in cui compare Castle Rock e viene menzionato tra le pagine il primo libro scritto da Stephen King: “He set it on fire by his mind, dusk like in that book Carrie”. 



Nel Prologue lo scrittore del Maine introduce i due personaggi principali,  rispettivamente il protagonista e l’antagonista:  John Smith e Greg Stillston:

John Smith è un abile insegnante d’inglese che si risveglia da un lunghissimo coma con la capacità di poter vedere eventi futuri e passati. Un personaggio complesso che viene continuamente screditato dalla gente e che tenta in tutti i modi di aiutare il prossimo. L’influsso della madre è molto forte sul protagonista. Infatti,  lungo il corso del romanzo, riecheggiano nella mente di John le parole di Vera Smith: “Do your duty!”. 
Egli si mette al servizio della polizia di Castle Rock per stanare un serial killer, salva la vita di un suo allievo e la casa di un’infermiera, ma non appena stringe la mano ad un politico che (attraverso una visione scopre) porterà distruzione sul mondo intero John Smith inizia a pensare cosa dover fare. Agire o non agire? Stephen King, abilmente, ci descrive il procrastinare di questo Amleto americano che si trova di fronte ad una scelta attraverso un paragone storico molto forte: “Well… suppose… just supposee you could hop into a time machine and go back to the year 1932. In Germany. And suppose you came across Hitler. Would you kill him or let him live?”

Greg Stillston, viene introdotto all'inizio del romanzo come un venditore di Bibbie e lo zio Steve ci anticipa subito la sua crudeltà. Stillson è un personaggio visionario, superbo, che pensa di essere destinato alla grandezza. Una sorta di Lex Luthor che intende diventare presidente degli Stati Uniti d’America a qualsiasi costo e che proteggere se stesso commetterebbe qualsiasi reato. Una tigre sorridente. Un uomo che vuole mostrarsi al mondo come un Geroge Washington, lanciando hot-dog e raddrizzando adolescenti ribelli, ma che in realtà cela dentro di se una tigre pronta a ruggire al momento giusto.

Stephen King inserisce vari leit-motiv, ovvero elementi che verranno sviluppati in futuri romanzi. Di certo per i StephenKing-Addicted non è un caso se John  Smith riesce a vincere ripetutamente la ruota della fortuna grazie al numero 19 o se proprio nella Flag Street il protagonista sarà coinvolto nell’incidente d'auto che lo lascerà in coma per quasi cinque anni. John riesce a vedere solo alcuni eventi futuri delle persone o degli oggetti che tocca, ma non riesce ad avere una visione globale poiché presenta in una parte del suo cervello una “parte nera” che lui stesso definisce dead zone.  Le pagine che hanno una maggiore carica emotive sono quelle relative all’incontro con la sua ragazza, Sarah, che culmineranno in una bellissima lettera alla fine del romanzo.

Che altro dire… Uno dei migliori libri di King, che deve rientrare sicuramente nella libreria di un fan.