27.10.14

L'unica verità è il buio - Brady Hartsfield (Mr.Mercedes)



Una delle cose che Stephen King conosce piuttosto bene è il male. Infatti, lungo il corso della sua carriera l’autore è stato in grado di creare i personaggi più malvagi che io abbia mai letto: Randall Flagg, It, Crimson King, Kurt Barlow, Andre Linoge, e mille altri ancora...   #attenzione #spoiler
Tuttavia, lo scrittore del Maine, con il recente Mr. Mercedes,  ha plasmato a mio parere il miglior villain (non soprannaturale) di sempre: Brady Hartsfield.  Un sociopatico razzista con disprezzo patologico per le regole e le leggi della società, incapace di assumersi responsabilità e dal comportamento impulsivo.  Tale personaggio è diverso da tutti gli altri creati finora da King. Non si fa odiare.  A volte ti fa addirittura pena, proprio perché è umanizzato a tal punto che lo classifichi come un povero ragazzo dai problemi mentali, con un’emicrania continua. 


Difatti una delle più importanti conclusioni sul male ci viene data da Hannah Arendt, basandosi sul verdetto che le mostruosità non hanno bisogni di creature infernali bensì di elementi spaventosamente normali. In questo romanzo non troviamo il vampiro di Salem’s Lot,  né inseguiamo un inquietante Dark Man through the desert.  Ci troviamo di fronte un nerd, amante dei social-network, venditore di gelati. Sembra essere l’identikit del nostro vicino di casa. Una persona normale. Però, un giorno Brady si sveglia e decide di indossare una maschera da clown. Si porta un po' di candeggina per occultare il DNA e si scaglia come un folle con una Mercedes grigia verso un gruppo di persone. L’assassino della Mercedes presenta innumerevoli analogie con i tanti membri appartenenti sua categoria: “fuckin' crazy”. Tale cattiveria si sviluppa nel tempo e possiamo trovare in parte una risposta scavando nella sua triste infanzia dove alla base vi è un rapporto morboso con la madre e l’assenza della figura paterna. Brady, infatti, è cresciuto con Deborah Ann e con suo fratellino Frankie dopo la morte del padre. Di certo la madre non è il miglior esempio di modello a cui ispirarsi che potrebbe essere identificata con tre aggettivi: ubriacona, spendacciona ed infanticida (povero Frankie… resterai per sempre nei nostri cuori tu ed il tuo pezzettino di mela andato storto). L’essenza del male giace proprio nella “normalità” di questo personaggio, riscontrabile il molti casi di serial killer moderni. Nel suo secondo lavoro come gelataio, Brady vorrebbe avvelenare  numerosi bambini, ma si astiene dal farlo a causa del timore di essere scoperti. ma quando si arrabbia agisce d'impulso e vuole vendicarsi. Accompagna la madre a letto, prende un po di carne trita e la miscela con del veleno ed inizia a ridere per ciò che sta facendo. Si premura di lavarsi le mani e poi dorme sereno. L'azione malvagia gli consente di stare tranquillo e di non avere mal di testa. 

Brady inoltre dimostra anche tendenze nichiliste descrivendo l’oscurità post-mortem in una delle fasi cult del libro: “benvenuti nell’eterno nulla che circonda un solitario pianeta e i suoi abitanti che si affannano invano. Le religioni sono una fandonia. I precetti morali sono un’illusione. Persino le stelle sono un miraggio. L’unica verità è il buio”.

Spero che questa trilogia si focalizzi sul personaggio di Brady Hartsfield. :) 
#hope