8.11.14

Shakespeare: la più grande bugia della letteratura?

Tutti noi conosciamo il drammaturgo più famoso di tutti i tempi, William Shakespeare, autore dei più famosi testi teatrali mai letti in tutta la storia mondiale. Ma se vi dicessi che tale persona non avesse mai scritto nulla?
Infatti esiste un dibattito, iniziato nel XVIII secolo, sull'attribuzione delle opere di  W. Shakespeare. Sono state scritte da un altro autore? Sono state scritte da un gruppo di letterati? 



Robert Greene: L’opuscolo “Groats-worth of Witte, bought with a million of Repentace" (Un soldo di spirito comprato con un milione di pentimento) parla con dispetto d'uno Scuoti scena (Shake-scene) che si pavoneggia con le penne degli altri. La storia ci parla di un rozzo viaggiatore che era una considerato un “attore” e che voleva guadagnarsi da vivere sfruttando le persone colte. Il termine attore veniva anche usato per designare un affarista dell’industria dell’intrattenimento, e Shakespeare viene descritto da Greene come una cornacchia: “il nuovo vecchio, cornacchia presuntuosa rimpannucciata con le nostre penne”. 

Mark Twain: Attraverso il saggio “Is Shakespeare Dead?” Twain, basandosi sul principio delle prove certe (analizzando il capitolo sul lessico legale di Shakespeare), decide di analizzare l’eterna disputa tra coloro che riconosco William Shakespeare come l’autore delle sue opere e coloro che invece credono che sia stato Francis Bacon a scriverle. L’autore decide di non schierarsi da nessuna delle due fazioni ma è sicuro che non sia Shakespeare l’autore delle opere. Twain inoltre, paragona le biografie di Shakespeare e Satana,  definendoli i due più grandi ignoti.


Istruzione di Shakespeare:  Non  abbiamo alcuna prova che Shakespeare fosse in possesso dell'elevato livello culturale necessario per scrivere le opere a lui attribuite. Vicino la casa dello scrittore esisteva a meno di un miglio la King’s New School, e forse Shakespeare ha potuto frequentare la scuola di Stratford fino all'età di quattordici anni, studiando i poeti latini e le opere teatrali. Tuttavia il registro degli allievi della scuola è andato perduto e pertanto non è possibile sapere con certezza se Shakespeare l'abbia frequentata o meno. Ma le sue conoscenze scientifiche e linguistiche sono straordinarie. Difatti il numero di termini diversi usati nelle “sue” opere è supera i 29.000 lemmi, un lessico  che a quei tempi era molto difficile ottenere, quasi cinque volte più ampio di quello usato nella Bibbia di Re Giacomo. Inoltre non è mai stato rinvenuto alcun libro posseduto o preso in prestito dallo Shakespeare di Stratford.

Il problema del 1604: Secondo alcuni studiosi il vero autore delle opere teatrali è morto intorno al 1604, l’anno in cui la pubblicazione continuativa dei nuovi lavori di Shakespeare s'interruppe misteriosamente. Come sostegno di questa tesi citano The Sonnets (pubblicati cinque anni dopo) contengono la dedica:  "by our ever-living Poet sulla prima pagina del testo. Queste parole usualmente si usano per fare l’elegia.

Last Will and Testament:  Il testamento di William Shakespeare è abbastanza lungo e dannatamente preciso, poiché elenca dettagliatamente le proprietà di un borghese di successo. Tale testamento tuttavia non fa alcuna menzione dei suoi documenti personali,  di lettere o libri di alcun tipo (vorrei ricordare che i libri all'epoca erano oggetti molto rari e costosi). Non sono presenti nell'elenco né le sue poesie né manoscritti, né opere teatrali complete o incomplete, né si allude in alcun modo alle quote del Globe Theatre che legli avrebbe dovuto possedere.  Al momento della sua morte, 18 opere teatrali erano rimaste inedite. Nessuna di queste viene citata nel testamento ma menziona solo il suo “secondo miglior letto”. 

Ma qual’è l’ autore che può aver scritto queste grandi opere letterarie?  
Analizziamo alcune persone di quel periodo che hanno delle straordinarie somiglianze con la vita dello scrittore o con gli elementi presenti nei suoi testi teatrali (cultura romana e latina, conoscenza del continente europeo ed italiano dato che più di un terzo delle sue opere sono ambientate in Italia)

  1. Edward de Vere: La teoria secondo la quale Shakespeare non fosse il vero autore delle sue opere bensì Edward de Vere venne esposta per la prima volta nell’opera di Looney, Shakespeare Identified. Tutta la teoria si basa sulle analogie tra la vita di de Vere e Shakespeare. De Vere, come altri nobili inglesi, era stato in Italia, anzi aveva abitato a Venezia, teatro di uno dei suoi capolavori, e aveva anche preso a prestito denaro da qualcuno, a Venezia, che gli era poi servito da modello per il personaggio di Shylock. Il padre di Edward de Vere aveva una biblioteca di oltre 300 volumi e aveva anche la passione del teatro al punto da mantenere una compagnia teatrale;
  2. William Stanley: Egli era il  VI conte di Derby. Studia nel college di Oxford ed anche nel suolo francese. Durante i suoi viaggi si dice che abbia condotto una vita avventurosa, fu coinvolto in duelli e amori.Ci sono testimonianze della sua presenza anche in  Italia. 
  3. Francis Bacon: Una delle figure da sempre indiziate è questo filosofo e ministro della legge, considerato da molti come una delle poche menti di quel periodo il cui livello culturale corrisponda alla profondità e complessità dei testi;
  4. 4) Christopher Marlowe: E se Marlowe non fosse morte durante quella famosa rissa ed avesse continuato a scrivere sotto pseudonimo?Lo scrittore Wilbur Gleason Ziegler scrisse It was Marlowe. Webster fu il primo a sostenere tale accusa. Inoltre Marlowe è il creatore del blank verse e del dramma storico “Edoardo II”. Alcune parole della poesia “il pastore appassionato al suo amore” sono presenti sia nelle Allegre Comari di Windsor che in Troilo e Cressida. Inoltre non è L’inchiesta ufficiale sulla morte di Marlowe: ucciso con una coltellata che gli sfregiò il volto, penetrò nel bulbo oculare e squarciò il cervello. La violenza efferata del gesto che pose fine alla sua vita quando aveva appena ventinove anni fece pensare immediatamente a una motivazione intima che legava lo scrittore al suo assassino, chiamato Ingram Frizer, e da quella stessa sera cominciarono a fiorire numerose leggende. Appena dieci giorni prima della morte, Marlowe era stato arrestato e rilasciato provvisoriamente dal Consiglio privato della regina per ateismo, blasfemia e sedizione, crimini alquanto gravi all'epoca e parecchi testimoni avevano deposto contro di lui. A fornire la prova principale fu un certo Richard Baines, il quale asserì che l'accusato riteneva Mosè un imbroglione e che un certo Heriots (servitore di sir Walter Raleigh) avrebbe potuto fare meglio di lui, che il primo principio della religione servisse a mantenere gli uomini in uno stato di soggezione, che il Nuovo Testamento è scritto in modo deprecabile e che, se dovesse fondare una nuova religione, seguirebbe un metodo migliore e, come se non bastasse, che tutti coloro cui non piacciono tabacco e ragazzi sono degli stupidi. Ma sarà vero tutto questo? Ora, è chiaro che simili opinioni rischiavano di minare alla base la struttura della società; tuttavia, nelle mani giuste, la prova di tali opinioni poteva abbattere Marlowe e tutta la sua cerchia, la "Scuola della Notte”. 
  5. Sonetti: In questi sonetti si cela la presunta omosessualità di Shakespeare. Hoffman pensa che l'amante del drammaturgo, Thomas Walsingham, avesse inscenato la morte di Marlowe per salvarlo dalla pena capitale. La Wright parte invece da presunti indizi trovati nei sonetti di Shakespeare, i quali, letti nel modo opportuno, pare si adattino appieno alla vita di Marlowe. Nel sonetto 29 si parla di un uomo in esilio e nel 74 si descrive il falso omicidio di Deptford, a cominciare dall’arresto per finire dal riscatto.
  6. Michelangelo Florio: Michelangelo Florio nacque a Messina il 23 aprile 1564 dal pastore Giovanni Florio e dalla nobile Guglielma Crollalanza. Egli si rivelò un bambino prodigio, dotato di grande genialità e appassionato della lettura. A 16 anni conseguì il Diploma ed aveva conoscenze di latino, greco e storia. A causa delle credenze religiose del padre, Michelangelo non più al sicuro a causa dell’inquisizione, venne prima mandato in Valtellina e poi a Milano, Padova, Verona e Venezia. Ebbe anche il tempo di tornare a Messina ma la sua permanenza nella città dello stretto durò poco. Michelangelo iniziò a girare il mondo: divenne insegnate ad Atene, poi in Danimarca,  in Austria, Francia e Spagna. Tornato ancora una volta in Italia, s’innamorò di Giulietta ma la storia tra i due finì in tragedia con il rapimento, per cause religiose, e la successiva morte di quest’ultima. Sconvolto per la morte dell’amata, Michelangelo si trasferì a Venezia ma, dopo che anche il padre per le stesse ragioni fu trucidato, decise di mettersi in salvo trasferendosi a Londra. È qui che Michelangelo Florio cambia identità e diventa il famoso William Shakespeare. Tale scrittore aveva scritto da piccolo “Tantu trafficu pi nenti” che in italiano è “Tanto traffico per nulla” (opera di W.S)
Dove sta la verità? Chi era realmente Shakespeare