28.12.14

Padre Nostro: tutti lo sanno ma nessuno lo comprende!

Purtroppo una delle frasi che molto spesso sento dire su questa preghiera è: “Il Padre Nostro lo so a memoria”. Niente di più sbagliato! Ormai oggi si ripetono a pappagallo queste parole come se fossero una formula magica uscita da qualche puntata di Charmed. 
Conosco gente che pronuncia queste parole in maniera ossessivo-compulsiva. 



Persone che ripetono per dieci-venti volte la preghiera come se aumentando il numero si potenziasse il suo potere. Ma stiamo scherzando?  
Il problema di fondo non si tratta di saperlo ma si tratta di capirlo.
Questo è il legame più profondo tra uomo e Dio presente nella Bibbia. L’unica grande e magnifica preghiera creata da Gesù. Ogni singola parola ha un suo senso e non deve essere sciupato o letto/pronunciato per tradizione…
Ma questa è la realtà! Molte persone ripetono questi versi sbadigliando, con gli occhi fissi nel vuoto o come una sorta di obbligo morale che deve essere fatto senza discussioni. Non è possibile dare un significato completo a questa preghiera poiché è molto profonda e partirò ad analizzare la versione di Matteo e non di Luca (versione sintetizzata)

Padre Nostro che sei nei cieli

La prima parola di questa preghiera ci permette di capire il rapporto che Dio instaura con l’essere umano. Non è quello di un padrone o di un despota, bensì di un Padre. Ogni volta che si iniziano a pronunciare queste parole si instaura un legame profondo con Dio. Il termine Nostro, inoltre, enfatizza l’universalità di questa religione. Non è il Padre mio o il Padre degli appartenenti al cristianesimo. E’ il Padre di ogni creatura esistente in questo mondo. Padre Nostro che sei nei cieli… Qui troviamo un plurale… Questo Padre si trova al di là della soglia che divide la sfera umana da quella divina. Si trova in una dimensione immensa che trascende ciò che noi possiamo vedere fisicamente. La prima frase della Genesi ci pone già questo distacco: “In principio Dio creò il cielo e la terra”. Ma Dio si trova nei cieli. “Cieli” è espressione tipica del mondo semita e rappresenta la realtà divina. Chiaramente non è un’ espressione geografica ma metaforica e ci indica allo stesso tempo la Sua lontananza ed inaccessibilità ma anche onnipresenza. Tutti riescono a guardare il cielo, ma nessuno riuscirà mai ad afferrarlo in pieno.

Sia santificato il Tuo nome,

Il termine santificato, non indica affatto “rendere Santo il tuo Nome”. Non avrebbe senso “rendere santo” chi già lo è.  Dio è Santo poiché per Sua stessa natura è inavvicinabile, se non mediante amore e sacrificio. L’essere umano pronunciando questo secondo versetto deve incanalare dentro di se l’essenza di Dio, affinché il Suo nome possa essere santificato. Dobbiamo testimoniare in noi la sua santità. Non ci si deve accontentare di recitare il verso! Ma bisogna santificarlo veramente in se stessi ed illuminare tutto ciò che sì tocca, ciò che si mangia e tutto ciò che si guarda. La creazione di Dio ed il mondo è il luogo in cui dover santificare. Nel più insignificante particolare, nel cibo, nella natura, nei fenomeni atmosferici... fino ad arrivare all'uomo

Venga il tuo regno,

Qui non troviamo SIA il tuo regno, ma VENGA! Noi conosciamo il regno minerale, il regno vegetale, il regno animale ed il regno umano. Tuttavia non conosciamo il regno dei regni. Il più importante di tutti. Noi aspettiamo che il suo regno ci accolga, passo dopo passo, epoca dopo epoca...

Sia fatta la tua Volontà, 

La nostra volontà è individuale e diversa.  Il nostro agire spesso ci è  imposto dalla volontà della costituzione fisica, del temperamento, dal carattere  o dalla società stessa. Noi dobbiamo invece accogliere la volontà creatrice. Con la venuta di Gesù, in particolare modo: “Dunque non son più io che vivo, ma è Cristo  che vive in me” (Gal 2,20). Non dobbiamo scegliere la nostra volontà poiché essa può essere influenzata da innumerevoli fattori. Dobbiamo scegliere la Volontà di Dio: pensare il bene,  fare il bene, vivere il bene. Questo è un impegno all’amore!

Come in cielo così in terra

Ovviamente non soltanto l’uomo deve agire in funzione del bene e del Dio creatore, ma anche tutte le schiere angeliche, angeli, arcangeli, cherubini. In cielo la volontà di Dio è sempre eseguita; le creature in alto agiscono in accordo e in totale armonia. Per gli esseri umani purtroppo non è la stessa cosa. Per questo motivo Gesù ha formulato tale richiesta, affinché noi lavoriamo nell'intento di armonizzare la nostra volontà con la volontà del Cielo.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, .
A questo punto iniziano le richieste che riguardano l'uomo. Le prime tre riguardavano Dio. Il pane è il simbolo del nutrimento indispensabile per la propria sopravvivenza. Ma oltre a darci  il “cibo che perisce” ci dà anche  “il cibo che dura per la vita eterna”. Il pane è anche simbolo di nutrimento spirituale.

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, 

Beh… Questa frase è tosta! Anche qui purtroppo la scarsa voglia di conoscere le parole sacre ha portato l’essere umano in errore. Questo enunciato ci è più chiaro nella versione di Luca: «Perdona a noi i nostri peccati, come noi li rimettiamo ai nostri debitori». Nella lingua usata da Gesù, l’aramaico, i peccati erano appunto chiamati hobáin, “debiti” nostri nei confronti di Dio. Diversamente da Luca, la versione di Matteo lavora più sul termine giurista “debito” che su quello di peccato ma il concetto è lo stesso. Rimettere vuol dire perdonare e lo possiamo notare dai due testi degli evangelisti. 
Infatti Gesù, dopo aver insegnato il Padre Nostro, va avanti con il suo discorso della montagna e dice: “Voi infatti se perdonerete agli uomini le loro colpe, allora il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi. Ma se voi non le perdonerete, neanche il Padre vostro celeste le perdonerà a voi” (Matteo 6:14).  Nessuno si è mai accorto che in questa preghiera c’è tutto ciò che serve! E’ importante fare questa preghiera e bisogna stare attenti perché, se analizziamo bene gli elementi della frase notiamo che  “Dio non ci perdona COME NOI perdoniamo”. C’è un accordo tra le due frasi. Ma noi perdoniamo? Gesù continua su questo concetto perché è molto importante capire queste cose  e perché vengono ripetute più e più volte: “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”. Se non perdoniamo ragazzi… qua la situazione diventa critica. 
Impariamo a perdonare! Se vogliamo essere perdonati, dobbiamo prima di tutto perdonare. Il concetto del perdono è fondamentale nella religione cristiana. Questa frase l’ha detta Gesù ed è rivolta a tutto il genere umano perché non dice “Rimetti a noi i nostri debiti come IO li rimetto ai miei debitori” ma tutti noi dobbiamo rimetterli, perdonarli!

e non Ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male… :O

Beh… con questa frase arriviamo all’apoteosi della follia. Ma cosa cazzo ripetete da anni? Ne avete idea? Ma non vi sforzate manco di capire, ripetete per moda qualsiasi cosa vi mettono in bocca?? Assurdo!!!
Non notate nulla di strano in questa frase? E’ mai possibile che Gesù dica questo? E poi sono io il satanico… Beh se non l’avete capito partiamo dall’origine e comportiamoci come se fossimo dei bambini. Facciamo un’analisi del testo:
NON (negazione) 
CI (soggetto) 
INDURRE (verbo)
A NOI (sottointeso)
IN TENTAZIONE (stato in luogo figurato)

Chiaramente il soggetto della frase è Dio. Se noi chiediamo ad un bambino: “Chi induce in tentazione l’uomo?” La risposta la sapete tutti. 
Sappiamo tutti chi ci tenta!!! Ed ecco il controsenso! Usiamo "Satana" per ogni cosa  cerchiamo di demonizzare qualsiasi cosa che in realtà è innocente, mentre qui che si palesa ai nostri occhi non facciamo niente. Accettiamo passivamente questa frase da secoli! 
Ma non può essere detta a Dio! E’ blasfema! Stiamo facendo una preghiera e diciamo a Dio di non indurci in tentazione! Qualcosa non fila! Sono gli influssi luciferi che inducono l'uomo al peccato....
Fortunatamente il mondo a poco a poco si sta risvegliando e nell’ultima versione CEI del 2008 hanno corretto questo ennesimo ERRORE ECLATANTE inserendo il testo corretto e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Purtroppo dal 2008 a questa parte nessuna Chiesa lo mette in atto…

Ma liberaci dal male. Eccoci alla tentazione! La tentazione scaturisce dal nostro intimo come dice il Vangelo stesso “Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. (Marco  7,21) 

Adesso tutto ha un senso…
Con la speranza di un’umanità migliore. Usate il Padre Nostro come Dio comanda!!!!


AMEN!