30.1.15

Il legame del matrimonio non si crea in Chiesa o in Municipio, ma nel cuore...

Indubbiamente la famosa frase biblica “fare dei due una carne sola” è una meta che l’uomo deve raggiungere mediante la propria coscienza; non si tratta, infatti, di un legame puramente carnale. Tuttavia con l’unione dei corpi ci si sente un’unica entità, l’anima mediante l’atto sessuale si illude di poter immergere il proprio essere nell’altra persona. Se si cede a questo istinto animico, si perde quel frammento di umanità che Cristo ci ha donato, quando si è congiunto con la terra. L’essere umano, se si lascia sopraffare, diventa egoista, violento e malvagio e tenta di soddisfare i propri bisogni.


Le coppie si distruggono. 
Si tradisce. Si litiga. Si divorzia. Si ignora. Si odia. Si lacera quel legame sacro. Si cede all’impulso animale. Si perde parte dell’io e della ragione e si strumentalizza un essere umano per raggiungere un appagamento. Questo, di certo non è amore!
L’essere umano è il frutto di un amore divino che, incarnandosi nella materia, perde pian piano la connessione con il mondo spirituale per iniziare il suo percorso sulla terra. Di conseguenza, si ritrova in una realtà del tutto estranea al suo essere. Si ritrova sulla terra ed incontra lungo il corso delle sue giornate una seria infinita di persone, a cui si è connessi. 
Esiste, però, quella persona con cui si decidere di condividere la propria vita. Ed ecco che si crea l’unione: due anime, venute in essere nello stesso periodo di tempo e nello stesso luogo, si incontrano e condividono gran parte della loro vita. Si instaura una comunione di vita, preparata in mondi superiori, che si compie sulla terra. Tali unioni, intese come incontro duraturo, sono state stipulate già in cielo.       
Il passo evolutivo dell’uomo è proprio quello di trovare l’“amore” vero, diverso da quello carnale. 
MA se ritorna quell’impulso animale certamente l’uomo prima o poi tradisce o disprezza il decadimento della bellezza della sua donna invecchiata. 
INVECE se tale impulso viene controllato, si sceglie di vivere con un’altra persona per poter completarsi l’uno nell’altra.
Molte volte capita che le persone hanno veramente vissuto fino alla fine del loro destino insieme, ma a volte fanno dei passi che portano a retrocedere a livello animico, dell’animale. Coloro che hanno tagliato troppo in fretta il nodo che non avrebbero dovuto sciogliere, non hanno uno sviluppo realmente positivo. 
Anche perché (a causa di distanza, di lavoro) nel corso della vita si fanno degli incontri che ci mettono alla prova. Continuamente!  Si riuscirà a trovare sempre una ragazza più bella, una ragazza più brillante, più simpatica ed intelligente di quella con cui si è instaurato il legame. Ma di certo non si può fare sesso con ogni essere che respira che si incontra. Altrimenti non stiamo più parlando più di uomini, ma di conigli, di animali…!           
Ovviamente di certo non bisogna sbattere le porte agli incontri karmici, ma accoglierli, senza però tralasciare quel legame eterno che è stato scelto in questa vita.  Non si può permettere a degli influssi bestiali dell’uomo, che seppur potenti, possono essere controllati.
Non proclamo l’indissolubilità del matrimonio, ma rendo atto alla profonda serietà cosmica di esso. Il termine matrimonio è diventato un’unione legale o ecclesiale di due persone, reso obbligatorio dalla nostra odierna società o da un credo. 
Io, invece, lo considero non tanto quanto un atto legale o un rito religioso, bensì come appunto questa ricerca di trovare nell’altra ciò che manca a se stessi. Si deve amare, per divenire capaci di trovare l’amore in sé stessi.  Il contrario è quasi impossibile. 
Esiste una differenza sostanziale tra l’allontanamento di due anime che si conoscono da sei mesi e due anime che si conoscono da vent’anni. 
Ormai molte persone si sposano per “tradizione” ed è normale che dopo due o tre anni divorziano o litigano. Sarebbe invece assurdo vedere delle coppie che continuano a litigare o a divorziare in età avanzata. Basti pensare all’amore sincero e puro di una coppia di anziani.
Il divorzio è sicuramente una decisione estrema, ma è meglio non essere troppo affrettati nel giudicare quando si parla di sentimenti tanto profondi. Molte persone non hanno la forza, né il coraggio di aiutare la persona che hanno accanto. Preferiscono fuggire e perdere quel piccolo frammento di io,  piuttosto che aiutarla o indirizzarla sulla strada giusta.

21.1.15

Il male: esiste o non esiste il libero arbitrio?

Una tematica sempre attuale che purtroppo viene riproposta giorno dopo giorno sulla terra, tanto che sta desensibilizzando tutta la popolazione mondiale. 
Le atrocità, infatti, non si distruggono trasmettendole in televisione ma si riproducono. Tanto più le azioni si ripetono tanto più non destano scalpore e creano future ispirazioni. 


Pertanto continuare a parlare del male  e a credere di avercelo per natura dentro di noi… crea un distruttivo butterfly effect.
La natura del male è controversa, le cui polarità estreme possono essere riassunte in una concezione ottimistica ed in una pessimistica. Per il primo punto mi affido alle parole di Sant’Agostino che vede il male come pura assenza del bene, mentre per il secondo mi addentro nella letteratura italiana con Leopardi che concepisce il bene come transitoria cessazione del male. 
Ma che cos’è realmente il male e soprattutto perché esiste?
Domande che inevitabilmente creano altre domande… 
L’uomo è naturalmente buono ed è corrotto dalla società e dalla storia oppure il male fa parte della sua natura?
Ricalcando le celebri espressioni di Epicuro…se Dio ha creato il mondo, come ha potuto permettere il male? 
Non può fermarlo? No… altrimenti non sarebbe onnipotente.
Non è buono? No… altrimenti non sarebbe Dio.
Perché allora non riusciamo a trovare le giuste risposte alle giuste domande?
Beh…
Inizio a commentare alcune parole del famoso Was ist Aufklärung? di Kant, poiché è necessario avere bene in mente un concetto. Attualmente ci stiamo letteralmente abbandonando ad uno stato di minorità, poiché l’uomo preferisce delegare ad altre entità il peso delle sue azioni e delle sue decisioni.  Nel mondo vi è una mancanza di decisione ed una mancanza di coraggio di servirsi del proprio intelletto. Sapere Aude! Abbi coraggio. Non rassegnarti a questo stato di minorità e non aver paura di pensare.
Bisogna, nel corso della vita, effettuare  necessariamente un percorso di crescita. Non si può imputare la natura del male SOLTANTO a delle mere schiere di ribelli. In fondo come è stato fatto un diluvio una volta, se ne potrebbe fare un altro, neh? Anche perché se così non fosse sorge un’ulteriore domanda: Ma l’uomo è veramente libero? 
Se, come molti sostengono, la terra fosse veramente dominio del male, come potrebbe l’uomo mai avere il libero arbitrio? La terra, invece, è il suolo in cui  l’uomo deve crescere e vivere; è il suolo in cui il Logos si è fatto carne e si è sacrificato per addossarsi i peccati dell’umanità; è il suolo in cui si deve necessariamente creare una dualità.
Per avere una possibilità di scelta, bisogna avere per forza due opzioni. Deve esistere una schiera di esseri spirituali portatori del bene, ma anche una sua avversaria. Altrimenti non ci sarebbe una scelta libera, no?
Entrambi hanno una funzione “positiva” (positiva nel senso di necessaria per la libertà dell'uomo). 
E’ la grande sfida che ogni giorno viene posta ad ogni essere vivente. 
E’ la grande possibilità che il Dio creatore ci ha dato. Non ha creato delle marionette, ma delle persone che possono autonomamente scegliere…
Si può scegliere di retrocedere ad uno stadio inferiore all’essere umano, alla cosiddetta bestia apocalittica, allo stadio luciferico, oppure si può scegliere di percorrere la via inversa, la via angelica, la via del perdono e dell’amore.
Il male riguarda quindi la scelta. Saper dire di no ci preserva dal cosiddetto effetto Lucifero. Una delle più importanti conclusioni sul male viene da Hannah Arendt, la quale si basa sul verdetto che le mostruosità non hanno bisogni di mostri ma di elementi spaventosamente “normali”. 
Questo perché siamo incapaci di apprendere dai nostri stessi errori storici.
Questo perché siamo incapaci di utilizzare il nostro pensiero, ma ci affidiamo alle nostre emozioni animali.
Il male esiste perché, come il bene, ha una sua funzione sulla terra.

Altrimenti sarebbe già tutto un Paradiso.


4.1.15

I Magi: tra Cristianesimo e Zoroastrismo

In prossimità dell’Epifania, ci si chiede chi fossero i magi, come si chiamavano e da dove prendiamo tutte queste informazioni. Sembrava logico pensare che le notizie derivassero dai Vangeli. Tuttavia... dal punto di vista canonico l’unica fonte cristiana che descrive questi misteriosi personaggi è il vangelo Secondo Matteo.  


Il testo è molto breve e non fornisce né il numero esatto dei Magi, né la loro regalità, né tantomeno i loro nomi. Il testo greco parla solo di "Magi dall’Oriente”. Non affidiamoci a testi estranei, vangeli apocrifi o tanto altro. Dobbiamo affidarci alla sola parola di Dio, dunque la Bibbia. Tutte le ipotesi su nomi, numero e regalità sono parole al vento..

Oggettivamente parlando, quindi senza andare ad inventare o ipotizzare eventi,  il termine “Magi” è la traslitterazione del greco magos, e tale parola veniva designata per indicare i sacerdoti dello Zoroastrismo durante l’Impero persiano. Matteo insiste sulla provenienza «da oriente» dei Magi poiché lo scrive per ben due volte nello stesso versetto così da collocare in quella dimensione geografica e religiosa l'origine e il senso della loro vicenda. 
Una delle cose più importanti ma che purtroppo nessuno tiene conto è che le religioni dovrebbero unire, invece di dividere. 
Alla base di tutti i conflitti c’è quella presunzione che solo una religione sia portatrice di verità mentre tutte le altre siano idiozie. Niente di più sbagliato!
Tutte le grandi correnti spirituali mai esistite al mondo hanno avuto una loro particolare missione nell’uomo. Esse non operano isolatamente, ma restano separate solo per un determinato periodo, per poi congiungersi ed armonizzarsi  in seguito.
Dunque nel caso in analisi troviamo dei discepoli di Zarathustra che  improvvisamente decidono di seguire una stella. Perché? Può mai essere una casualità che dei zoroastriani inseguano una stella random? Ovviamente NO!  Essi ritrovano in quella stella un segno tangibile che li condurrà verso ciò che sarà l’evento cosmico più importante di tutta l’umanità. Niente di più giusto!
Sappiamo d'altra parte che la festa stessa del Natale ha qualcosa a che fare con il culto di zoroastriano, difatti la venuta del Messia viene preannunciata in maniera diversa e con diversi mezzi in tutto il cosmo.
La venuta del Cristo non è un evento circoscritto ad un solo popolo. Non è un occhio di riguardo verso un popolo. Cristo è venuto per tutto il creato. Riguarda tutta l’umanità!                 
Tutti noi! Nessuno escluso! Se non si afferra questo concetto ci sarà sempre la lotta per il predominio della propria religione. Il Dio è unico per tutti.
È inutile stare qui ad andare ad analizzare la valenza simbolica della "stella”: basti sapere che gli astri penetrano con la loro luce nell’oscurità. L’apparizione di una cometa che predomina sulla altre veniva percepita come un annuncio, una rivelazione... 
I doni portati da questi Magi sono oro, incenso e mirra.  Ad essi vengono dati diversi  significati e diverse metafore e vi presento quelli che mi piacciono di più dal punto di vista simbolico:
L’oro è il metallo prezioso per eccellenza che sta a significare la regalità dell'uomo; 
L’incenso è un profumo molto usato durante riti  religiosi ed indica la divinità; 
La mirra  è una pianta medicinale che, mischiata con olio, veniva usata sia per scopi medicinali e sia per  l’imbalsamazione. Questo dono simboleggia la futura "sofferenza curatrice" del Cristo.

3.1.15

Come abbattere la parola che sembra essere... impossibile!

La prima parola che tutti i maestri dovrebbero insegnare ai bambini quando iniziano il loro percorso di studi è “perdonare”. Al posto di scrivere fogli e fogli di lettere alfabetiche e parole comuni bisogna imprimere nel cervello il termine più potente ed importante che sia mai stato creato.



Più forte persino del bene e dell’amore dato che senza il concetto di perdono gli altri due termini si vanificherebbero in breve tempo.

Perdono
L’unica parola che potrebbe cambiare il mondo.
L’unica parola che tutti dovrebbero conoscere.

Il termine italiano deriva dal latino medievale ed indica un atto di donazione per eccellenza. Tale parola viene attestata da Quintiliano ed è composta dalla particella “per” (intensiva o indicante compimento) e dal termine  “donare” (concedere, regalare). 
È significativo il fatto che essa non derivi dal greco…
In greco, infatti, esisteva il verbo «aphiemi» ovvero sciogliere e mettere in libertà. Indicava dunque un atto di generosità libero e spontaneo. 
Nell’Antico Testamento il concetto di perdono è adoperato quasi esclusivamente per indicare la bontà di Dio che condona all’uomo le sue colpe, non nelle relazioni fra uomo e uomo; qui vige, al contrario, la legge del Deuteronomio: occhio per occhio, dente per dente.  
A quei tempi il termine non riguardava le trasgressioni morali, bensì il contrasto di due volontà, quella divina e quella umana. 
In seguito con l’evento cosmico della venuta di Cristo tutto cambia. 
Un evento irripetibile nella storia che porta una svolta nell’umanità.
Il perdono, se ben compreso, può diventare una forza risanatrice in tutti gli ambiti sociali e può distruggere qualsiasi tipo di odio e conflitto, sia di origine religiosa e sia di origine politica. 
Serbare rancore e spirito vendicativo verso il prossimo che va contro il nostro pensiero o verso chi ci ha fatto del male blocca lo spirito umano. Ci si resta impigliati in una sorta di conflitto interiore. 
Una rovo ardente che può essere placato soltanto da noi stessi.
Osservando bene la parola, notiamo subito che la sua struttura stessa  fonico-grafico ci parla…
PERDONARE
PER… DONARE
DONARE…. PER (moltiplicazione…)
Donare il doppio. Moltiplicare ciò che ci viene fatto… in meglio. 
Lo stesso accade in altre lingue: FOR..GIVE (inglese); VER..GEBEN(tedesco).
questo è ciò che ci insegnano nelle maggiori religioni esistenti nel mondo. Dalla tradizione cinese, dal libro Lao-Tzu possiamo leggere: “Con coloro che sono buoni, sono buono. Con coloro che non sono buoni, sono maggiormente buono, così tutti diventano buoni”. Con Zarathustra troviamo: “E se un amico ti fa del male, parlagli così:'Io ti perdono ciò che tu hai fatto a me” fino ad arrivare alla sua coranica del “Perdonatore” divino.
Tutto si riduce a questo. Il mondo potrebbe davvero essere un posto migliore. Senza guerre di religioni. E soprattutto senza far prevalere la propria sull’altra. Senza guerre. Senza conflitti. Basterebbe donare il doppio al prossimo: “A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica”. 

Tutto ruoto intorno a questa parola… 
“Perdona i nostri peccati, come noi li perdoniamo ai nostri debitori”;  
“Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo
A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti!”
Sta a voi scegliere! Potete scegliere di perdonare o di trattenere i peccati!  
Sono parole forti che hanno lo scopo di mostrare verità assolute! 
Qui c’è la grande lotta dell’uomo! 
Non giudicare l’azione altrui. Ma bisogna accettare le differenze, accettare gli errori, i peccati altrui. 
Non dicotomizzare in buono o cattivo. 
Giusto o sbagliato!
Confrontare le idee diverse senza lotte, senza pretese! 
Lo spirito creatore ha modellato individualità. 
Mai nel mondo si riuscirà a creare un pensiero unico
Mai nel mondo ci potrà essere un’unicità di pensiero.
Non è questa la creazione. La creazione è libertà di pensiero.
Differenze. Un mondo fatto di diversi colori. 
Bisogna quindi sapere accettare tutto ciò che il prossimo fa. 
Non infettarsi del peccato altrui, lasciandosi corrodere da odio, rancore, vendetta. 
Non caricarsi di un peccato altrui, ma donare il doppio! 
Chi non riesce ad accettare la diversità di pensiero nel mondo non potrà mai  perdonare poiché vorrà sempre prevalere sull’altro e le persone che rifiutano di perdonare gli altri non hanno davvero sperimentato personalmente l’amore divino (chiamatelo come volete, lottate quanto volete… ma il Dio è unico!). 
Anche qui... ciò che ci blocca è affermare che  perdonare è impossibile.
FALSE! Perdonare è veramente possibile!
Se noi ci affidiamo soltanto all'anima e ai nostri impulsi animali... Beh... In quel caso è davvero impossibile. Ma fortunatamente noi abbiamo una cosa in più rispetto alle altre creature: 
Il cervello...
Il pensare...

Caro papà...

Ogni anno attendevi con ansia questo giorno per ricevere qualche riga “du ruffianazzu da casa” ed amavi tanto leggere e rileggere ciò ...