30.1.15

Il legame del matrimonio non si crea in Chiesa o in Municipio, ma nel cuore...

Indubbiamente la famosa frase biblica “fare dei due una carne sola” è una meta che l’uomo deve raggiungere mediante la propria coscienza; non si tratta, infatti, di un legame puramente carnale. Tuttavia con l’unione dei corpi ci si sente un’unica entità, l’anima mediante l’atto sessuale si illude di poter immergere il proprio essere nell’altra persona. Se si cede a questo istinto animico, si perde quel frammento di umanità che Cristo ci ha donato, quando si è congiunto con la terra. L’essere umano, se si lascia sopraffare, diventa egoista, violento e malvagio e tenta di soddisfare i propri bisogni.


Le coppie si distruggono. 
Si tradisce. Si litiga. Si divorzia. Si ignora. Si odia. Si lacera quel legame sacro. Si cede all’impulso animale. Si perde parte dell’io e della ragione e si strumentalizza un essere umano per raggiungere un appagamento. Questo, di certo non è amore!
L’essere umano è il frutto di un amore divino che, incarnandosi nella materia, perde pian piano la connessione con il mondo spirituale per iniziare il suo percorso sulla terra. Di conseguenza, si ritrova in una realtà del tutto estranea al suo essere. Si ritrova sulla terra ed incontra lungo il corso delle sue giornate una seria infinita di persone, a cui si è connessi. 
Esiste, però, quella persona con cui si decidere di condividere la propria vita. Ed ecco che si crea l’unione: due anime, venute in essere nello stesso periodo di tempo e nello stesso luogo, si incontrano e condividono gran parte della loro vita. Si instaura una comunione di vita, preparata in mondi superiori, che si compie sulla terra. Tali unioni, intese come incontro duraturo, sono state stipulate già in cielo.       
Il passo evolutivo dell’uomo è proprio quello di trovare l’“amore” vero, diverso da quello carnale. 
MA se ritorna quell’impulso animale certamente l’uomo prima o poi tradisce o disprezza il decadimento della bellezza della sua donna invecchiata. 
INVECE se tale impulso viene controllato, si sceglie di vivere con un’altra persona per poter completarsi l’uno nell’altra.
Molte volte capita che le persone hanno veramente vissuto fino alla fine del loro destino insieme, ma a volte fanno dei passi che portano a retrocedere a livello animico, dell’animale. Coloro che hanno tagliato troppo in fretta il nodo che non avrebbero dovuto sciogliere, non hanno uno sviluppo realmente positivo. 
Anche perché (a causa di distanza, di lavoro) nel corso della vita si fanno degli incontri che ci mettono alla prova. Continuamente!  Si riuscirà a trovare sempre una ragazza più bella, una ragazza più brillante, più simpatica ed intelligente di quella con cui si è instaurato il legame. Ma di certo non si può fare sesso con ogni essere che respira che si incontra. Altrimenti non stiamo più parlando più di uomini, ma di conigli, di animali…!           
Ovviamente di certo non bisogna sbattere le porte agli incontri karmici, ma accoglierli, senza però tralasciare quel legame eterno che è stato scelto in questa vita.  Non si può permettere a degli influssi bestiali dell’uomo, che seppur potenti, possono essere controllati.
Non proclamo l’indissolubilità del matrimonio, ma rendo atto alla profonda serietà cosmica di esso. Il termine matrimonio è diventato un’unione legale o ecclesiale di due persone, reso obbligatorio dalla nostra odierna società o da un credo. 
Io, invece, lo considero non tanto quanto un atto legale o un rito religioso, bensì come appunto questa ricerca di trovare nell’altra ciò che manca a se stessi. Si deve amare, per divenire capaci di trovare l’amore in sé stessi.  Il contrario è quasi impossibile. 
Esiste una differenza sostanziale tra l’allontanamento di due anime che si conoscono da sei mesi e due anime che si conoscono da vent’anni. 
Ormai molte persone si sposano per “tradizione” ed è normale che dopo due o tre anni divorziano o litigano. Sarebbe invece assurdo vedere delle coppie che continuano a litigare o a divorziare in età avanzata. Basti pensare all’amore sincero e puro di una coppia di anziani.
Il divorzio è sicuramente una decisione estrema, ma è meglio non essere troppo affrettati nel giudicare quando si parla di sentimenti tanto profondi. Molte persone non hanno la forza, né il coraggio di aiutare la persona che hanno accanto. Preferiscono fuggire e perdere quel piccolo frammento di io,  piuttosto che aiutarla o indirizzarla sulla strada giusta.

21.1.15

Il male: esiste o non esiste il libero arbitrio?

Una tematica sempre attuale che purtroppo viene riproposta giorno dopo giorno sulla terra, tanto che sta desensibilizzando tutta la popolazione mondiale. 
Le atrocità, infatti, non si distruggono trasmettendole in televisione ma si riproducono. Tanto più le azioni si ripetono tanto più non destano scalpore e creano future ispirazioni. 


Pertanto continuare a parlare del male  e a credere di avercelo per natura dentro di noi… crea un distruttivo butterfly effect.
La natura del male è controversa, le cui polarità estreme possono essere riassunte in una concezione ottimistica ed in una pessimistica. Per il primo punto mi affido alle parole di Sant’Agostino che vede il male come pura assenza del bene, mentre per il secondo mi addentro nella letteratura italiana con Leopardi che concepisce il bene come transitoria cessazione del male. 
Ma che cos’è realmente il male e soprattutto perché esiste?
Domande che inevitabilmente creano altre domande… 
L’uomo è naturalmente buono ed è corrotto dalla società e dalla storia oppure il male fa parte della sua natura?
Ricalcando le celebri espressioni di Epicuro…se Dio ha creato il mondo, come ha potuto permettere il male? 
Non può fermarlo? No… altrimenti non sarebbe onnipotente.
Non è buono? No… altrimenti non sarebbe Dio.
Perché allora non riusciamo a trovare le giuste risposte alle giuste domande?
Beh…
Inizio a commentare alcune parole del famoso Was ist Aufklärung? di Kant, poiché è necessario avere bene in mente un concetto. Attualmente ci stiamo letteralmente abbandonando ad uno stato di minorità, poiché l’uomo preferisce delegare ad altre entità il peso delle sue azioni e delle sue decisioni.  Nel mondo vi è una mancanza di decisione ed una mancanza di coraggio di servirsi del proprio intelletto. Sapere Aude! Abbi coraggio. Non rassegnarti a questo stato di minorità e non aver paura di pensare.
Bisogna, nel corso della vita, effettuare  necessariamente un percorso di crescita. Non si può imputare la natura del male SOLTANTO a delle mere schiere di ribelli. In fondo come è stato fatto un diluvio una volta, se ne potrebbe fare un altro, neh? Anche perché se così non fosse sorge un’ulteriore domanda: Ma l’uomo è veramente libero? 
Se, come molti sostengono, la terra fosse veramente dominio del male, come potrebbe l’uomo mai avere il libero arbitrio? La terra, invece, è il suolo in cui  l’uomo deve crescere e vivere; è il suolo in cui il Logos si è fatto carne e si è sacrificato per addossarsi i peccati dell’umanità; è il suolo in cui si deve necessariamente creare una dualità.
Per avere una possibilità di scelta, bisogna avere per forza due opzioni. Deve esistere una schiera di esseri spirituali portatori del bene, ma anche una sua avversaria. Altrimenti non ci sarebbe una scelta libera, no?
Entrambi hanno una funzione “positiva” (positiva nel senso di necessaria per la libertà dell'uomo). 
E’ la grande sfida che ogni giorno viene posta ad ogni essere vivente. 
E’ la grande possibilità che il Dio creatore ci ha dato. Non ha creato delle marionette, ma delle persone che possono autonomamente scegliere…
Si può scegliere di retrocedere ad uno stadio inferiore all’essere umano, alla cosiddetta bestia apocalittica, allo stadio luciferico, oppure si può scegliere di percorrere la via inversa, la via angelica, la via del perdono e dell’amore.
Il male riguarda quindi la scelta. Saper dire di no ci preserva dal cosiddetto effetto Lucifero. Una delle più importanti conclusioni sul male viene da Hannah Arendt, la quale si basa sul verdetto che le mostruosità non hanno bisogni di mostri ma di elementi spaventosamente “normali”. 
Questo perché siamo incapaci di apprendere dai nostri stessi errori storici.
Questo perché siamo incapaci di utilizzare il nostro pensiero, ma ci affidiamo alle nostre emozioni animali.
Il male esiste perché, come il bene, ha una sua funzione sulla terra.

Altrimenti sarebbe già tutto un Paradiso.


9.1.15

Manipolazione mentale: Come riconoscere una setta in 3 minuti

Nell’ultimo secolo sono sorte migliaia e migliaia di sette. Dalla creazione di organizzazioni occulte  alla vendita delle indulgenze, alla scommessa sulla Redenzione. Insomma l’uomo sta perdendo sempre più raziocinio e si lascia coinvolgere da qualsiasi cosa gli si palesi davanti. C'è chi crede che siamo stati generati da un team di alieni,  altri pensano che solo 144.000 entreranno in Paradiso. La follia si espande a macchia d'olio...

Solitamente le sette vengono create da una o più persone che, dopo una crisi mistica, ricevono in dono un qualche tipo di illuminazione spirituale che li porta a creare un gruppo di discepoli e così si costituiscono delle pericolosissime sette. 
Un lavaggio del cervello da cui, arrivati ad un certo punto del percorso, è impossibile distaccarsene perché non si riesce più a discernere la realtà dalla menzogna. Si parte sempre dall’idea che tale percorso sia veramente un ottimo cammino spirituale ma purtroppo senza rendersene conto ci si ritrova ad avere un animo sempre più corrotto, un cervello sempre più condizionato e un’ideologia sempre più estremista. 
All’interno di queste sette è tangibile un crescendo di emozioni e novità che, specialmente in chi è lontano dalla fede, fa scattare un meccanismo di coinvolgimento molto forte, che porta in superficie quel bisogno di sacralità e di senso della vita che sono presenti in ogni esser umano e che, purtroppo, sono la manna di questo tipo di “organizzazioni religiose”…
Ma come possiamo proteggerci da queste insidie? Se all’inizio sembra tutto rose e fiori come riusciamo a discernere il bene dal male? Ecco dieci piccoli accorgimenti utili che ci permettono di non cadere in errore:

  1. 1) UNA STRAORDINARIA ACCOGLIENZA: Chi entra in una setta solitamente, è un familiare o un amico di qualcuno che vi è entrato in precedenza e ne parla con forte entusiasmo, spinto da un bisogno missionario di convertire il prossimo al proprio credo. All’inizio vengono mostrati al povero malcapitato i benefici che hanno avuto  tutti i membri più anziani di questo pseudo-cammino spirituale.  Si tenta di far capire alle new entries che le loro religiosità attuali sono scarne, blande, inutili ed iniziano ad insinuare nella mente del poveretto che quella setta è il percorso migliore, il più bello ed il più completo percorso spirituale che si possa fare… TU FUGGI! FUGGI! PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
  2. 2) CONCERTO IN SALA: Questa è un’esperienza personale e voglio raccontarvela. Anni ed anni fa per curiosità sono andato ad assistere ad una specie di convegno su “Angeli e Demoni”. Purtroppo non era un convegno ma ovviamente a causa di locandine false dove di solito trovi: “Dio ti sta chiamando! Vieni a conoscere il Signore” e robe simili sono giunto alla follia. Purtroppo la caratteristica di queste sette è quella di aumentare il numero di adepti… Sempre di più… Per cercare inconsciamente di superare la fonte da cui si sono ispirate… Comunque alla fine mi ritrovo in una specie di concerto pop rock dove da una parte vi erano dei tizi che suonavano e cantavano a squarciagola, dall’altro gente che alzava e batteva le mani. E nel mezzo un tizio con un microfono che ripeteva in modo ossessivo-compulsivo passi della Bibbia o dei Salmi: "Allejula fratelli! Allejuja! Più forte amici! Ripetiamo ALLELUJAAA ". Scambi di abbracci. Strette di mano di circostanza… Poi c'era anche uno schermo tipo karaoke in mezzo ed il pastore che si sentiva molto un cantante. Batterie. Colpi di flauti! Insomma… un mal di testa che mi è durato due giorni… Solitamente queste sette tentano di dimostrare all’adepto che la loro è una setta allegra, spensierata che canta, glorifica il Dio. Ci sono proprio dei ruoli per i cantori, cantanti, ballerini e quant altro. Ma devi avere sempre un AULIN a portata di mano…. Mamma mia!!!
  3. 3) DIFFERENZIARSI DAL PROSSIMO: Solitamente uno dei passi successivi è quello di instaurare un legame che lega i membri del gruppo. Spesso essi utilizzano diversi nomignoli per chiamarsi tra di loro proprio per dimostrare quella fratellanza che li unisce… Si tende così a creare un gruppo omogeneo di persone che si aliena dal resto del mondo. Inoltre essi si sentono spesso perseguitati, e demonizzano coloro che lo fanno, anche quelli appartenenti al loro stesso credo religioso. Demonizzare chi non la pensa come loro è tipico delle sette che hanno bisogno di crearsi un nemico esterno, su cui riversare le proprie angosce e paure. Inconsciamente l’adepto struttura il cervello in due parti: il bene (la mia comunità religiosa) ed il male (tutto il resto). 
  4. 4) UN PERCORSO INIZIATICO: Quando una setta nasceva, specialmente in passato, tutto veniva fatto di nascosto e nessun membro esterno poteva partecipare o assistere ai culti, cerimonie ed incontri della setta. Poi in seguito queste sette per evitare di essere catalogate “top-secret” hanno dichiarato di non avere nulla da nascondere e hanno reso molte cose più pubbliche. Ma perché non farlo subito?  Ciò che importa è che ci sono dei percorsi iniziatici da fare. L’adepto (perché è un vero percorso iniziatico) è ignaro dei passaggi successivi da fare ed ecco che appare un altro elemento classico delle sette ovvero quello della “gnosi” che arriva per gradi. All’inizio non si sa bene a cosa va incontro il soggetto e poi a poco a poco si aggiungono prove sempre più ardue e dei veri e propri esami da superare. Molti adepti ad esempio non riescono a superare una determinata tappa e sono costretti a ripeterla nuovamente.
  5. 5) COLPEVOLIZZAZIONE E PAURA:  Uno degli elementi più gravi è il controllo delle emozioni della persona attraverso il senso di colpa e la paura. La colpevolizzazione è uno dei mezzi più importanti per controllare le emozioni e i sentimenti delle persone. Nella setta si insegna che l’essere umano è una creatura imperfetta e che, senza un supporto spirituale, fa del male. Solo tramite un percorso di questo tipo si può giungere alla salvezza e al perdono delle colpe. Il male non si può evitare. E’ come se vivessi nelle condizioni di una marionetta. Ma ciò che conta per il capo della setta è darti una speranza: “Attraverso questo percorso puoi salvarti anche tu”. Anche qui c’è tutto un lavaggio del cervello… Incominciando ad inserire dentro di te l’opzione “O qui o all’inferno”. Inoltre per sottolineare il concetto ti ripetono sempre: “Il tuo Dio ti ha chiamato a stare qui con noi. MA SE tu gli volterai le spalle sarai condannato”. Azzz. Non servirete più a niente perché siete stati marchiati a fuoco e questo non ve lo potrà togliere nessuno.
  6. 6) OFFERTE “LIBERE”, MA DA PAGARE: Dopo aver superato prove iniziali l’adepto è messo di fronte ad una prima scelta radicale, ovvero dare un contributo all’associazione per aiutare i membri della setta.  Uno dei loro cavalli di battaglia è che tale contributo sia considerato “libero" (ovvero nessuno viene a controllare quanti soldi si versano) e  “giusto” (per aiutare i membri della setta in difficoltà). Ovviamente è tutto falso. Un velo di maya per nascondere la verità. Di solito viene annotato chi viene alla decima e chi si assenta, quanto si raccoglie e tante altre info. L’adepto può riuscire anche a saltare un paio di giri, ma se non versa soldi per un lungo tempo se ne accorgono. Stanne certo! L’unico modo per essere fortunato in questi casi è non avere molti soldi, così in quel caso la setta non bada tanto al problema…
  7. 7) IMPARARE A MEMORIA: Nel corso del percorso spirituale in una setta ovviamente ti dimenticherai cosa sia la letteratura. Devi leggere SOLO ciò che concerne il loro credo ed annunciare al mondo solo parole scelte. Guai se si utilizzano parole di professori, universitari, saggi o quant altro. Difatti quando ti bussano alla porta e ti testimoniano il loro credo non fanno altro che ripetere pezzetti del loro testo. La cosa grave è proprio la fede cieca. La gente non si informa ma studia solo testi di parte. Prendi i testimoni di Geova. Sanno darti migliaia di parole e versetti biblici ma non sanno manco cosa significa veramente Geova... #fail… Purtroppo il non credente ascolta quei pochi versi e dice: “Alla faccia… tutto combacia. Hai ragione. Ti seguo”… E così  un’altra vittima è stata trovata.
  8. 8) PERDITA DI CAPACITA’ LOGICO-CRITICHE: Come detto prima il peccato è dentro di te. L’adepto perde ogni capacità logico-critica. A poco a poco si insinua nell’uomo la certezza che non c’è nessuna responsabilità per i peccati perché è solo questione di circostanze ed è causata dal male. Potenzialmente siamo tutti assassini, stupratori, ladri se non ci affidiamo a questo nuovo percorso che ci resetta il cervello. Ti insegnano a pregare correttamente, ti consegnano simbolicamente alcuni libri, alcune preghiere. E  per salvaguardare il proprio gruppo o i propri pensieri si farebbe di tutto...
  9. 9) INCONTRI SEMPRE PIU' FREQUENTI: All’inizio la setta non dà molti compiti al giovane adepto, ma più tempo passa più gli impegni aumentano… Ci si incontra in separata sede. Ci si incontra in altre città. Si esce insieme. Si perdono di vista le vecchie conoscenze perché non bisogna abbandonare il proprio gruppo ed il proprio Dio. Ed ecco che tutta la tua vita cambia… Senza rendertene conto entri in un circolo vizioso da cui non puoi mai uscire…
  10. 10) STRUTTURA PIRAMIDALE: Non poteva mancare la struttura a piramide tipica di tutte le sette. Ogni adepto viene amministrato da membri più anziani della zona e a loro volta vengono giudicati da altri, elevati maggiormente. Al vertice c’è sempre l’ideatore della setta che a volte viene “divinizzato” dai fedeli, poi seguono i bracci destri, e via dicendo… fino ad arrivare a te, povero adepto.

Impara a saper discernere il bene ed il male. 
Usa il cervello! Non diventare un’arma di sterminio di massa.

Non essere il portatore di altri massacri fisici o spirituali.


4.1.15

I Magi: tra Cristianesimo e Zoroastrismo

In prossimità dell’Epifania, ci si chiede chi fossero i magi, come si chiamavano e da dove prendiamo tutte queste informazioni. Sembrava logico pensare che le notizie derivassero dai Vangeli. Tuttavia... dal punto di vista canonico l’unica fonte cristiana che descrive questi misteriosi personaggi è il vangelo Secondo Matteo.  


Il testo è molto breve e non fornisce né il numero esatto dei Magi, né la loro regalità, né tantomeno i loro nomi. Il testo greco parla solo di "Magi dall’Oriente”. Non affidiamoci a testi estranei, vangeli apocrifi o tanto altro. Dobbiamo affidarci alla sola parola di Dio, dunque la Bibbia. Tutte le ipotesi su nomi, numero e regalità sono parole al vento..

Oggettivamente parlando, quindi senza andare ad inventare o ipotizzare eventi,  il termine “Magi” è la traslitterazione del greco magos, e tale parola veniva designata per indicare i sacerdoti dello Zoroastrismo durante l’Impero persiano. Matteo insiste sulla provenienza «da oriente» dei Magi poiché lo scrive per ben due volte nello stesso versetto così da collocare in quella dimensione geografica e religiosa l'origine e il senso della loro vicenda. 
Una delle cose più importanti ma che purtroppo nessuno tiene conto è che le religioni dovrebbero unire, invece di dividere. 
Alla base di tutti i conflitti c’è quella presunzione che solo una religione sia portatrice di verità mentre tutte le altre siano idiozie. Niente di più sbagliato!
Tutte le grandi correnti spirituali mai esistite al mondo hanno avuto una loro particolare missione nell’uomo. Esse non operano isolatamente, ma restano separate solo per un determinato periodo, per poi congiungersi ed armonizzarsi  in seguito.
Dunque nel caso in analisi troviamo dei discepoli di Zarathustra che  improvvisamente decidono di seguire una stella. Perché? Può mai essere una casualità che dei zoroastriani inseguano una stella random? Ovviamente NO!  Essi ritrovano in quella stella un segno tangibile che li condurrà verso ciò che sarà l’evento cosmico più importante di tutta l’umanità. Niente di più giusto!
Sappiamo d'altra parte che la festa stessa del Natale ha qualcosa a che fare con il culto di zoroastriano, difatti la venuta del Messia viene preannunciata in maniera diversa e con diversi mezzi in tutto il cosmo.
La venuta del Cristo non è un evento circoscritto ad un solo popolo. Non è un occhio di riguardo verso un popolo. Cristo è venuto per tutto il creato. Riguarda tutta l’umanità!                 
Tutti noi! Nessuno escluso! Se non si afferra questo concetto ci sarà sempre la lotta per il predominio della propria religione. Il Dio è unico per tutti.
È inutile stare qui ad andare ad analizzare la valenza simbolica della "stella”: basti sapere che gli astri penetrano con la loro luce nell’oscurità. L’apparizione di una cometa che predomina sulla altre veniva percepita come un annuncio, una rivelazione... 
I doni portati da questi Magi sono oro, incenso e mirra.  Ad essi vengono dati diversi  significati e diverse metafore e vi presento quelli che mi piacciono di più dal punto di vista simbolico:
L’oro è il metallo prezioso per eccellenza che sta a significare la regalità dell'uomo; 
L’incenso è un profumo molto usato durante riti  religiosi ed indica la divinità; 
La mirra  è una pianta medicinale che, mischiata con olio, veniva usata sia per scopi medicinali e sia per  l’imbalsamazione. Questo dono simboleggia la futura "sofferenza curatrice" del Cristo.

3.1.15

Come abbattere la parola che sembra essere... impossibile!

La prima parola che tutti i maestri dovrebbero insegnare ai bambini quando iniziano il loro percorso di studi è “perdonare”. Al posto di scrivere fogli e fogli di lettere alfabetiche e parole comuni bisogna imprimere nel cervello il termine più potente ed importante che sia mai stato creato.



Più forte persino del bene e dell’amore dato che senza il concetto di perdono gli altri due termini si vanificherebbero in breve tempo.

Perdono
L’unica parola che potrebbe cambiare il mondo.
L’unica parola che tutti dovrebbero conoscere.

Il termine italiano deriva dal latino medievale ed indica un atto di donazione per eccellenza. Tale parola viene attestata da Quintiliano ed è composta dalla particella “per” (intensiva o indicante compimento) e dal termine  “donare” (concedere, regalare). 
È significativo il fatto che essa non derivi dal greco…
In greco, infatti, esisteva il verbo «aphiemi» ovvero sciogliere e mettere in libertà. Indicava dunque un atto di generosità libero e spontaneo. 
Nell’Antico Testamento il concetto di perdono è adoperato quasi esclusivamente per indicare la bontà di Dio che condona all’uomo le sue colpe, non nelle relazioni fra uomo e uomo; qui vige, al contrario, la legge del Deuteronomio: occhio per occhio, dente per dente.  
A quei tempi il termine non riguardava le trasgressioni morali, bensì il contrasto di due volontà, quella divina e quella umana. 
In seguito con l’evento cosmico della venuta di Cristo tutto cambia. 
Un evento irripetibile nella storia che porta una svolta nell’umanità.
Il perdono, se ben compreso, può diventare una forza risanatrice in tutti gli ambiti sociali e può distruggere qualsiasi tipo di odio e conflitto, sia di origine religiosa e sia di origine politica. 
Serbare rancore e spirito vendicativo verso il prossimo che va contro il nostro pensiero o verso chi ci ha fatto del male blocca lo spirito umano. Ci si resta impigliati in una sorta di conflitto interiore. 
Una rovo ardente che può essere placato soltanto da noi stessi.
Osservando bene la parola, notiamo subito che la sua struttura stessa  fonico-grafico ci parla…
PERDONARE
PER… DONARE
DONARE…. PER (moltiplicazione…)
Donare il doppio. Moltiplicare ciò che ci viene fatto… in meglio. 
Lo stesso accade in altre lingue: FOR..GIVE (inglese); VER..GEBEN(tedesco).
questo è ciò che ci insegnano nelle maggiori religioni esistenti nel mondo. Dalla tradizione cinese, dal libro Lao-Tzu possiamo leggere: “Con coloro che sono buoni, sono buono. Con coloro che non sono buoni, sono maggiormente buono, così tutti diventano buoni”. Con Zarathustra troviamo: “E se un amico ti fa del male, parlagli così:'Io ti perdono ciò che tu hai fatto a me” fino ad arrivare alla sua coranica del “Perdonatore” divino.
Tutto si riduce a questo. Il mondo potrebbe davvero essere un posto migliore. Senza guerre di religioni. E soprattutto senza far prevalere la propria sull’altra. Senza guerre. Senza conflitti. Basterebbe donare il doppio al prossimo: “A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica”. 

Tutto ruoto intorno a questa parola… 
“Perdona i nostri peccati, come noi li perdoniamo ai nostri debitori”;  
“Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo
A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti!”
Sta a voi scegliere! Potete scegliere di perdonare o di trattenere i peccati!  
Sono parole forti che hanno lo scopo di mostrare verità assolute! 
Qui c’è la grande lotta dell’uomo! 
Non giudicare l’azione altrui. Ma bisogna accettare le differenze, accettare gli errori, i peccati altrui. 
Non dicotomizzare in buono o cattivo. 
Giusto o sbagliato!
Confrontare le idee diverse senza lotte, senza pretese! 
Lo spirito creatore ha modellato individualità. 
Mai nel mondo si riuscirà a creare un pensiero unico
Mai nel mondo ci potrà essere un’unicità di pensiero.
Non è questa la creazione. La creazione è libertà di pensiero.
Differenze. Un mondo fatto di diversi colori. 
Bisogna quindi sapere accettare tutto ciò che il prossimo fa. 
Non infettarsi del peccato altrui, lasciandosi corrodere da odio, rancore, vendetta. 
Non caricarsi di un peccato altrui, ma donare il doppio! 
Chi non riesce ad accettare la diversità di pensiero nel mondo non potrà mai  perdonare poiché vorrà sempre prevalere sull’altro e le persone che rifiutano di perdonare gli altri non hanno davvero sperimentato personalmente l’amore divino (chiamatelo come volete, lottate quanto volete… ma il Dio è unico!). 
Anche qui... ciò che ci blocca è affermare che  perdonare è impossibile.
FALSE! Perdonare è veramente possibile!
Se noi ci affidiamo soltanto all'anima e ai nostri impulsi animali... Beh... In quel caso è davvero impossibile. Ma fortunatamente noi abbiamo una cosa in più rispetto alle altre creature: 
Il cervello...
Il pensare...

L'ultima stagione - Don Robertson

Ricevere in dono un libro è davvero un momento speciale. Magico. Felice. Un libro ha la potenzialità di attraversare le parti più prof...