21.1.15

Il male: esiste o non esiste il libero arbitrio?

Una tematica sempre attuale che purtroppo viene riproposta giorno dopo giorno sulla terra, tanto che sta desensibilizzando tutta la popolazione mondiale. 
Le atrocità, infatti, non si distruggono trasmettendole in televisione ma si riproducono. Tanto più le azioni si ripetono tanto più non destano scalpore e creano future ispirazioni. 


Pertanto continuare a parlare del male  e a credere di avercelo per natura dentro di noi… crea un distruttivo butterfly effect.
La natura del male è controversa, le cui polarità estreme possono essere riassunte in una concezione ottimistica ed in una pessimistica. Per il primo punto mi affido alle parole di Sant’Agostino che vede il male come pura assenza del bene, mentre per il secondo mi addentro nella letteratura italiana con Leopardi che concepisce il bene come transitoria cessazione del male. 
Ma che cos’è realmente il male e soprattutto perché esiste?
Domande che inevitabilmente creano altre domande… 
L’uomo è naturalmente buono ed è corrotto dalla società e dalla storia oppure il male fa parte della sua natura?
Ricalcando le celebri espressioni di Epicuro…se Dio ha creato il mondo, come ha potuto permettere il male? 
Non può fermarlo? No… altrimenti non sarebbe onnipotente.
Non è buono? No… altrimenti non sarebbe Dio.
Perché allora non riusciamo a trovare le giuste risposte alle giuste domande?
Beh…
Inizio a commentare alcune parole del famoso Was ist Aufklärung? di Kant, poiché è necessario avere bene in mente un concetto. Attualmente ci stiamo letteralmente abbandonando ad uno stato di minorità, poiché l’uomo preferisce delegare ad altre entità il peso delle sue azioni e delle sue decisioni.  Nel mondo vi è una mancanza di decisione ed una mancanza di coraggio di servirsi del proprio intelletto. Sapere Aude! Abbi coraggio. Non rassegnarti a questo stato di minorità e non aver paura di pensare.
Bisogna, nel corso della vita, effettuare  necessariamente un percorso di crescita. Non si può imputare la natura del male SOLTANTO a delle mere schiere di ribelli. In fondo come è stato fatto un diluvio una volta, se ne potrebbe fare un altro, neh? Anche perché se così non fosse sorge un’ulteriore domanda: Ma l’uomo è veramente libero? 
Se, come molti sostengono, la terra fosse veramente dominio del male, come potrebbe l’uomo mai avere il libero arbitrio? La terra, invece, è il suolo in cui  l’uomo deve crescere e vivere; è il suolo in cui il Logos si è fatto carne e si è sacrificato per addossarsi i peccati dell’umanità; è il suolo in cui si deve necessariamente creare una dualità.
Per avere una possibilità di scelta, bisogna avere per forza due opzioni. Deve esistere una schiera di esseri spirituali portatori del bene, ma anche una sua avversaria. Altrimenti non ci sarebbe una scelta libera, no?
Entrambi hanno una funzione “positiva” (positiva nel senso di necessaria per la libertà dell'uomo). 
E’ la grande sfida che ogni giorno viene posta ad ogni essere vivente. 
E’ la grande possibilità che il Dio creatore ci ha dato. Non ha creato delle marionette, ma delle persone che possono autonomamente scegliere…
Si può scegliere di retrocedere ad uno stadio inferiore all’essere umano, alla cosiddetta bestia apocalittica, allo stadio luciferico, oppure si può scegliere di percorrere la via inversa, la via angelica, la via del perdono e dell’amore.
Il male riguarda quindi la scelta. Saper dire di no ci preserva dal cosiddetto effetto Lucifero. Una delle più importanti conclusioni sul male viene da Hannah Arendt, la quale si basa sul verdetto che le mostruosità non hanno bisogni di mostri ma di elementi spaventosamente “normali”. 
Questo perché siamo incapaci di apprendere dai nostri stessi errori storici.
Questo perché siamo incapaci di utilizzare il nostro pensiero, ma ci affidiamo alle nostre emozioni animali.
Il male esiste perché, come il bene, ha una sua funzione sulla terra.

Altrimenti sarebbe già tutto un Paradiso.